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Le persone che, con insufficienza renale cronica, iniziano la terapia sostitutiva
(emodialisi o dialisi peritoneale) si trovano improvvisamente nella necessità
di cambiare le proprie abitudini alimentari, passando dalle prescrizioni
“restrittive “ di una dieta ipoproteica ad un “regime
alimentare libero”.
L’atteggiamento nei confronti della liberalizzazione della dieta può
essere differente. La nostra esperienza evidenzia infatti che, mentre in
alcuni persistono le abitudini alimentari restrittive della dieta ipoproteica,
in altri si osservano consumi alimentari incontrollati ed esagerati dettati
dalla nuova condizione. C’è quindi grande confusione e molta
insicurezza riguardo all’alimentazione, e questo può comportare
l’insorgenza o il perdurare di differenti forme di malnutrizione:
La sottonutrizione può essere causata non solo
da un'assunzione inadeguata e da scelte alimentari errate, ma anche dallo
stato uremico, da una condizione di infiammazione cronica sistemica e da
un basso grado di tolleranza del trattamento dialitico.
Cause della sovranutrizione e dell’obesità
possono essere l'iperalimentazione, un’alimentazione sbilanciata e
l'insufficiente esercizio fisico.
Il problema di un'adeguata nutrizione in dialisi deve però riguardare
non soltanto la prevenzione e la correzione della malnutrizione, ma altresì
il controllo dell’ iperfosforemia e dell’iperpotassiemia. Queste
ultime rappresentano alterazioni metaboliche caratteristiche della terapia
dialitica per le quali la necessità di una correzione è prioritaria
e la dieta deve costituire un indispensabile supporto alla terapia dialitica
e farmacologica.
È necessario che chi è in dialisi conosca bene che cosa significa
“regime alimentare libero” ed abbia le capacità e le
motivazioni necessarie per compiere la scelta alimentare più adeguata,
evitando gli errori di un’ alimentazione incongrua, quali: assenza
di colazione e spuntini, mancata assunzione del secondo piatto, digiuno
prima della seduta dialitica e (come spesso avviene) spuntini o merende
molto ricche durante la seduta dialitica. È opportuno anche tener
presente che i pazienti in dialisi hanno la tendenza a demonizzare alcuni
alimenti (come ad esempio l’introito giornaliero di frutta e verdura),
creando importanti deficienze di macro e/o micronutrienti e rendendo la
dieta quanto mai monotona.
D'altra parte l'alimentazione non ha solo la funzione di nutrire l’organismo,
ma è anche un sistema di comunicazione che contribuisce a migliorare
la qualità di vita del soggetto in dialisi. Nel guidare le persone
ad una scelta corretta sulla quantità, qualità e frequenza
del consumo degli alimenti, l’obiettivo è
fornire una dieta varia, completa ed equilibrata, con un introito calorico
adeguato che possa prevenire o correggere la malnutrizione.
Numerosi studi ormai confermano che il soggetto in terapia sostitutiva,
che presenta un buono stato nutrizionale, ha una sopravvivenza migliore
e un numero inferiore di comorbidità (4) rispetto alla media.
L’intervento nutrizionale nel soggetto in terapia dialitica è necessario per