“L’azotemia che cos’è?”: la risposta alle domande più frequenti.

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Vi siete mai posti la domanda: “l’azotemia che cos’è? Come mai il mio nefrologo mi dice che è molto importante per la valutazione del mio stato di salute?”.

Ebbene, il termine azotemia viene utilizzato per parlare dei valori di azoto nel sangue.

Questi vengono usualmente valutati dal nefrologo nel pannello di esami di laboratorio comunemente eseguiti per la diagnosi ed il monitoraggio delle malattie renali.

Questi esami includono anche la creatininemia, alcuni elettroliti e l’esame delle urine; ma esattamente a cosa serve conoscere i valori di azoto nel sangue? Facciamo chiarezza.

L’azotemia che cos’è precisamente?

L’azotemia è un  parametro laboratoristico facilmente ottenibile mediante un comune prelievo sanguigno.

Le proteine alimentari introdotte con la dieta, attraverso il complesso sistema della digestione, portano alla  produzione, a livello del fegato, di molte sostanze di scarto.

Alcune, dette scorie azotate,  rimangono in circolazione sino a quando non vengono eliminate dai reni sotto forma di urea .

E’ l’urea, quindi che costituisce la gran parte dell’azotemia, pur non essendo l’unica componente.

Con l’esame dell’azotemia si valuta la concentrazione di azoto non proteico circolante, costituito da una serie di sostanze tra cui la stessa urea, ma anche acido urico, creatinina, aminoacidi ed altri composti azotati.

Nel sangue infatti esistono un azoto “biologico”, correlato alle proteine dotate di funzioni fisiologiche, ed un azoto che può essere definito “tossico”.

Quali sono i valori normali di azotemia?

In un soggetto sano, che segue una dieta equilibrata, i valori di azotemia si attestano tra 15 e 50 mg/dl. Esiste comunque una certa variabilità legata alle metodiche ed alle macchine del laboratorio di riferimento.

Alcuni laboratori, specie quelli inglesi, riportano unicamente il valore di azotemia BUN (acronimo di Blood Urea Nitrogen), ovvero unicamente il valore dell’azoto ureico.

Questo valore quindi non comprende altre sostanze e si attesta di solito fra 10 a 21 mg/dl. In tal caso il valore di azotemia si ottiene, in pratica, raddoppiando il valore di BUN.

L’azotemia perché aumenta?

Se la funzione depurativa dei reni viene meno,  tra le scorie che si accumulano, nocive per il nostro organismo, figura anche l’azoto tossico: è una condizione detta iperazotemia.

La dieta, specie se ricca di proteine, può influenzare i valori di azoto circolanti. Questo spiega perché nelle fasi avanzate della malattia renale, quando la funzione depurativa si è ridotta, si tende a seguire una dieta ipoproteica.

Per valutare la quantità di proteine introdotte con la dieta, inoltre, è molto importante valutare l’azoturia, ovvero la concentrazione di azoto nelle urine.

L’azoturia si valuta effettuando la raccolta delle urine nelle 24 ore (Sono disponibili istruzioni per raccogliere adeguatamente le urine delle 24 ore qui: Raccomandazioni per la raccolta delle urine delle 24 ore). In questo caso però, poiché la formula per la stima della introduzione delle proteine si valuta partendo dalla BUN,  il valore della azoturia che si ottiene dal laboratorio, che il nefrologo introduce nella formula per valutarla, deve essere diviso per due [1].

Stato di nutrizione ed azotemia

Poiché l’azotemia proviene dalle proteine l’azotemia può alzarsi sia per un’abbondante introduzione di queste con la dieta, sia in caso di malnutrizione indotta da diete troppo povere di calorie.

Altra causa possono essere malattie intercorrenti di natura immunologica.

Queste ultime condizioni hanno un aspetto in comune frequentemente: il troppo rapido dimagrimento.

Se si dimagrisce troppo in fretta o si perdono masse muscolari, le nostre stesse proteine vengono metabolizzate e quindi producono urea, con conseguente innalzamento della azotemia (il processo viene chiamato neoglucogenesi).

In conclusione l’azotemia è un buon parametro per valutare la funzione renale in quanto l’eliminazione di questa sostanza è effettuata dai reni.

Tuttavia è influenzata anche dalla dieta e dall’introduzione di proteine o contrariamente dal dimagramento indotto da una bassa introduzione di calorie.

Perciò l’azotemia è un parametro utile anche per stimare lo stato di nutrizione di una persona e quindi deve essere sempre accompagnato dalla creatinina per una reale e specifica valutazione della funzione renale.


[1] Maroni e Mitch: DPI = 6,25* (UUN + 0,031* peso corporeo) + PPU
Ove UUN (g) = azoto ureico urinario, PPU (g) perdita di proteine con le urine.

Esempio: Peso 60 , azoturia 24 gr , avrà un introito proteico stimabile in 70 g/die


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